Musica in mobilità: lo studio musicale nell'iPad

Autori: 
robegian

Anche se i tempi sono duri e di mobilità si parla parecchio, nel titolo non s'intende quella mobilità, ma lapalissianamente la sua accezione primeva, ovvero la possibilità di muoversi e spostarsi, in questo caso facendo e/o registrando musica. Già un computer portatile offre la libertà di andarsene in giro con uno studio musicale in mano, ma, al prezzo di qualche limitazione (non veniale — anche se più passa il tempo e meno ce ne sono), si può godere di una libertà di movimento ancor maggiore se il proprio studio musicale risiede in un iPad, o addirittura in un iPhone/iPod Touch.

 

Specialmente l'iPad ha destato molto interesse negli ambienti della produzione musicale a tutti i livelli, grazie anche alle sue caratteristiche che lo rendono un'efficace superficie di controllo (come avevamo previsto fin dall'esordio dell'oggetto, ormai un paio d'anni fa), per cui qui di seguito mi riferirò principalmente ad esso, anche se le cose che scriverò generalmente godono di un'interessante proprietà transitiva che le rende applicabili a uno qualsiasi dei tre iCosi citati.

 

Premetto che questo non è un articolo sullo stato delle cose degli iCosi (!) in ambito audio/musicale; piuttosto, è una raccolta di frammenti d'informazione messa assieme grazie alla mia personale esperienza con iPad e iPhone, relative applicazioni audio-musicali, e qualche periferica dedicata.

 

Innanzitutto, è da specificare che esistono varie tipologie di applicazioni musicali disponibili su iPad (e iPhone/iPod Touch).

 

Le prime a essersi diffuse sono state quelle che utilizzano l'iPad come controller, à-la Lemur per intenderci (della cui clamorosa flessione di vendite l'iPad è il principale responsabile!), che via MIDI gestiscono i parametri di una DAW «tradizionale».

 

Poi ci sono i virtual instrument residenti sull'iPad, che spesso possono essere controllati anche attraverso un sequencer (che, come vedremo, può risiedere sia all'interno dell'iPad che in un computer esterno collegato via MIDI).

 

A queste si aggiungono le applicazioni che generano sequenze musicali, che a loro volta possono essere divise in:
- sequencer più o meno «classici»;
- vere e proprie mini-DAW;

- applicazioni generatrici di sequenze con una preminente interattività touch. Queste ultime a mio avviso sono particolarmente interessanti perché spesso sono peculiari dell'iPad e non trovano l'omologia nei computer, oppure, se la trovano, l'utilizzo è più efficace ed immediato nell'iPad.

 

Infine ci sono le applicazioni che gestiscono o trattano l'audio (come registratori — anche multraccia—, filtri, effetti, eccetera), nella cui classe ingloberei anche le applicazioni che gestiscono audio loop.

 

Di seguito una lista di selezionatissime applicazioni che ho provato personalmente (e che per la maggior parte sono finite nel mio iPad — e qualcuna nell'iPhone).  Invito gli eventuali interessati ad andare a leggersi le caratteristiche delle singole app presso i link forniti (se li ho forniti ci sarà pure un perché:-).

 

 

Tra le applicazioni-controller, una delle più interessanti è TouchOSC: ha un costo contenuto, è affidabile, versatile e riesce a trasformarsi in praticamente qualsiasi superficie di controllo atta a manipolare dati MIDI. Il Lemur è disponibile anche come software per iPad: costa molto di più di TouchOSC (ma molto meno della citata versione hardware) ed è probabilmente il controller più sofisticato disponibile per iPad (e per qualsiasi dispositivo). MIDI Designer ha forse ancor più funzionalità MIDI «classiche» dei due appena visti, ma è molto meno diffuso, forse anche perché è il più giovane e il meno visivamente piacevole dei tre. V-Control è meno versatile in programmabilità ma ha in più la possibilità di visualizzare sull'iPad lo schermo del computer su cui risiede la DAW e di gestirne direttamente i controlli (per esempio quelli di Logic) con il tocco. MIDI Designer Lite e V-Control Free sono le rispettive versioni gratuite (e funzionalmente limitate) delle due ultime app citate.

 

Personalmente trovo pratico anche Midi Studio, che offre una piccola collezione di semplici controller ben progettati, tra cui una tastiera musicale sensibile alla dinamica (grazie all'accelerometro) su cui è possibile anche una modulazione (spostando il dito su e giù per il tasto). «Obbligatorio» almeno provare Little MIDI Machine, che propone l'ebbrezza di un'esperienza con un «vero» sequencer analogico stile anni '70-80… e il giro è gratis; se poi la cosa piace, si può acquistare Phaedra, che è praticamente la stessa cosa, solo con una polifonia di 4 canali. Midi Monitor è la solita e parimenti obbligatoria utility (gratuita:-) per monitorare il segnale MIDI .

 

 

Tra i virtual instrument, Animoog e iMS20 sono i miei preferiti. Il primo, in particolare, sfrutta bene le peculiarità dell'iPad e lo trasforma in uno strumento molto espressivo da suonare con le dita, una specie di supercetra tecnologica con sonorità virtual analog efficacemente e meravigliosamente modulabili. Il secondo è l'ennesima reincarnazione del Korg MS-20, che stavolta prende vita nell'iPad, dove il patching si fa toccando e trascinando i cavi con le dita, nel quale sono stati incorporati la versione touch del sequencer analogico SQ-10 e soprattutto un Kaoss Pad, che sembra nato per questo. Physynth rappresenta l'esperienza più affascinante possibile con gli strumenti virtuali per l'iPad. Alchemy e Addictive Synth sono strumenti più «tradizionali», di altissima classe, con sonorità che hanno davvero poco da invidiare ai migliori virtual instrument disponibili per qualsiasi piattaforma informatica. Akai SynthStation50in1 Piano offrono davvero tanto per quello che costano: pagando il corrispettivo di una modestissima ordinazione al bar si ottengono un paio di piccole workstation decisamente utilizzabili.

 

Il più completo sequencer MIDI attualmente disponibile su iPad è Genome, che in 16 tracce può gestire indifferentemente strumenti interni o esterni, in dispositivi iOS, OS X oppure hardware «classico» collegato via MIDI, con un approccio che ricorda a tratti Ableton Live. La miglior applicazione musicale «tuttofare» autocontenuta a mio avviso è GarageBand, che tra le altre cose offre modalità di controllo dei propri strumenti virtuali che sfruttano molto bene il multitouch. Alcuni gli preferiscono Music Studio per il suo taglio più tradizional-professionale e per il suo approccio più dawwesco, che tra l'altro consente d'importare ed esportare MIDI files.

 

 

Per quanto riguarda applicazioni che generano sequenze in modo interattivo, Reactable è formidabile, Soundrop è divertente. Su iPhone (ma è compatibile anche con l'iPad) ho una particolare predilezione per SynthPond. Da provare anche SoundGrid e Beatwave, gratuiti, molto simili tra loro, derivati concettualmente dal Tenori-On, che come il Lemur ha avuto una vita precedente in forma di costoso hardware.

 

Un discorso a parte meritano applicazioni come Seline Ultimate, che sfrutta in modo originale l'interfaccia touch per la performance: è un approccio interessante, da tenere d'occhio. En passant, il produttore di Seline Ultimate (Amidio) è anche quello che ci ha portato e tolto l'interessantissimo sintetizzatore virtual analog per iPhone Noise.io: in commercio fino a pochi mesi fa, quando è uscito iOS 5 Noise.io si è rivelato incompatibile con quest'ultimo e, invece di essere aggiornato, è stato eliminato... e con lui il suo sito di supporto (dove risiedeva anche la documentazione on line).

 

Nella mia personalissima lista di ulteriori app musicali candidate all'acquisto (in osservazione su AppMiner, grazie al quale ho acquistato molte applicazioni a prezzo ridotto) ci sono iVoxelXenon, Argon, Sample Lab, Grain Science, iDensitySunrizer. Le segnalo perché le reputo degne di nota — altrimenti, perché sarebbero nella mia lista? ;-)

 

 

Bene, ora abbiamo una lista di applicazioni, molte delle quali possono interagire via MIDI con il nostro Mac. Ma come? Per esempio sfruttando il network WiFi, configurandolo opportunamente. Ovvero:

1) assicurarsi che i dispositivi wireless (iPad, computer, eccetera) siano attivi e tutti collegati allo stesso network WiFi (meglio crearne uno dal Mac ed evitare di affidarsi a router o basi AirPort);

2) aprire l'applicazione Configurazione MIDI Audio;

3) ivi visualizzare lo Studio MIDI nel menu Finestra;

4) doppiocliccare sull'icona Network nello Studio MIDI;

5) creare una nuova sessione, dandogli un nome appropriato;

6) specificare nell'opzione "Chi si può collegare a me": Tutti; 

7) selezionare l'iPad nel box Directory e cliccare su "Connetti"; ora l'iPad è tra i dispositivi MIDI a disposizione dei programmi residenti nel Mac;

8) nell'applicazione o nel sequencer del Mac, specificare gli input e/o output MIDI dell'iPad che si vogliono sfruttare.

 

Le applicazioni su iPad ovviamente avranno le opportune preferenze attivate per spedire e/o ricevere dati MIDI. Occhio che non tutte le applicazioni musicali per iOS possono farlo. Da sottolineare che il MIDI attraverso WiFi ha una latenza inferiore rispetto quella del MIDI attraverso USB. 

 

Un altro metodo è utilizzare una delle interfacce MIDI disponibili per iPad (come IK Multimedia iRig MIDI, Line6 MIDI Mobilizer II, Yamaha i-MX1, eccetera) che tra l'altro possono essere utilizzate anche con dispositivi MIDI non residenti in una DAW (per esempio con una master keyboard o un qualsiasi controller connesso al MIDI IN, ma anche con un synth o un expander connesso al MIDI OUT). Attenzione però che la porta dati dell'iPad è piuttosto fragile, quindi se intendete usare l'iPad in situazioni concitate dal vivo tenetelo presente. Da considerare l'utilizzo di una buona prolunga del cavo Dock (come questa) per stressare di meno la porta dell'iPad.

 

Si possono usare anche interfacce MIDI USB compatibili con iOS, connesse tramite il Camera Connection Kit. Qui c'è una lista di dispositivi MIDI USB iOS-compatibili, tra cui diverse interfacce MIDI:
http://iosmidi.com/devices/

 

Una soluzione consigliabile per qualità, praticità e completezza è l'Alesis iO Dock, che incorpora interfaccia MIDI, interfaccia audio e un comodo alloggiamento protettivo per l'iPad che lo rende prezioso specie per un utilizzo live. Abbisogna di alimentazione esterna, ma poi esso stesso alimenta l'iPad e affranca quest'ultimo dall'autonomia della batteria.  Attenzione che è attualmente non del tutto compatibile con iPad 3: in agosto verrà commercializzato un adattatore che risolverà questo problema.

 

A proposito d'interfacce audio, per l'iPad ne esistono alcune dedicate come la Tascam iU2 (che tra l'altro incorpora anche un'interfaccia MIDI, ed è pure compatibile con Mac e PC), ma altre, pur essendo originariamente pensate per i computer, sono compatibili con iOS — come la RME FireFace UCX — perché teoricamente basta che siano USB CoreAudio class  2.0 compliant (da connettere tramite il succitato Camera Connection Kit).

 

 

Tra i controller per iOS, segnalo la Line6 Mobile Keys, tastiera a 25 o 49 tasti full-size che può funzionare con Mac, PC e dispositivi iOS senza il bisogno di alimentazione né adattatori (ha in dotazione un cavetto dedicato per iCosi), totalmente plug & play (è class compliant). Insieme a un iPad (foto sopra) o un iPhone/iPod Touch (foto sotto), diventa la workstation «seria» più portatile e versatile attualmente disponibile.

 

 

Vale la pena spendere qualche parola sul fatto che, oltre all'estrema portatilità, ci sono anche altre caratteristiche che rendono i dispositivi iOS particolarmente interessanti per il musicista: innanzitutto, l'immediatezza nell'utilizzo, perché tutto è pronto in pochi secondi e l'interfaccia utente è fondamentalmente monofinestra, dove tutto è subito accessibile, a portata di dita; poi il già citato plug & play, che è reale, ovvero accendo, collego, funziona (no driver: class compliant!); la robustezza, grazie alle poche parti saldamente assemblate che compongono i dispositivi iOS, e ai materiali resistenti di cui sono composti (gorilla glass, metallo, policarbonato) — a parte il non trascurabile neo della fragilità della porta del dock, specie sull'iPad; l'affidabilità, che è dovuta sia all'hardware ben progettato che, soprattutto, a iOS, che è stabile, veloce, preciso, comodo e facile da usare, con CoreAudio e CoreMIDI ben radicati nell'OS che permettono alle applicazioni musicali prestazioni stellari. A ciò si aggiungono la lunga autonomia dell'iPad, capace di lavorare indefessamente per un'intera giornata senza vedere prese elettriche, la totale silenziosità operativa (utile nel caso di take di eventi a basso volume in ambienti silenziosi) e, da non sottovalutare, i prezzi bassissimi della stragrande maggioranza del software, che sovente è pure fatto bene, e che è fin troppo facile acquistare ed installare (App Store!): una vera e propria istigazione alla sperimentazione, che rappresenta una boccata d'aria fresca particolarmente apprezzabile di questi tempi :-)

 

 

 


 

23/2/2013: L'excursus nelle potenzialità audio/musicali dell'iPad continua in:

Musica in mobilità: registrare con l'iPad

Re: Musica in mobilità: lo studio musicale nell'iPad

P.S. L'articolo soprastante è un clone dell'articolo in testa a questa discussione (dove invito a scrivere eventuali commenti).

---
Roberto Giannotta
Trieste, Italy