
Il Magic Trackpad è quello che molti di noi aspettavano da tempo, un dispositivo a lungo rumoreggiato e spesso anche confuso con le iniziali release di iPad. Questo nuovo dispositivo offre, finalmente, il potenziale intuitivo dei gesti Multi-Touch resi famosi dai notebook Mac e da iPhone anche agli utenti di computer desktop. Grazie alla superficie in vetro, il Magic Trackpad wireless consente di spostare agevolmente in su e in giù le pagine grazie allo scorrimento inerziale, pizzicare per ingrandire o rimpicciolire, ruotare un’immagine con i polpastrelli e sfiorare con tre dita per sfogliare una raccolta di pagine web o foto.
Il Magic Trackpad può essere configurato per supportare comandi a tasto singolo o doppio e consente di fare clic sia fisicamente sia con un tocco.
Ovviamente il suo uso è davvero illimitato e tutto dipende dal programma in uso e dal suo supporto al framework di input che troviamo su Mac OS X. Fortunatamente software come Logic e Final Cut sono già sufficientemente “pronti” per il trackpad come lo sono analogamente sui notebook. Per far funzionare il nuovo dispositivo, i requisiti sono semplici: un Mac con tecnologia Bluetooth (quindi quasi tutti), due pile AA che vengono incluse (NdR: Apple fornisce da oggi anche un caricabatterie! Sono davvero completamente “green”…) e naturalmente Mac OS X Snow Leopard v10.6.4 con il più recente aggiornamento software.
Sempre in ottica di risparmio, Magic Trackpad rileva i periodi di inattività e si può accendere e spegnere con un interruttore per massimizzare la durata delle batterie, che Apple dichiara essere di diversi mesi.
Chiunque sia abituato ai prodotti di apple, non può di certo restare sorpreso da un design minimalista, ma la nuova trackpad in tal senso, batte davvero tutti.
Immaginate una tastiera bluetooth di Apple di larghezza molto più ridotta e con al posto dei tasti, una superficie completamente piana e liscia e vi sarete fatti un’idea della nuova trackpad.
Nessun bordo, e praticamente nessun’area che non risponda al tocco, reparto batterie escluso, tutta la superficie, può essere “diteggiata”
Come per i notebook di apple, l’intero pad è cliccabile e non esiste alcun pulsante aggiuntivo.
Come da tradizione, il materiale utilizzato per la superficie è il vetro (anche se l’aspetto farebbe pensare all’alluminio) e la piacevolezza al tatto rimane quella eccellente dei portatili, ulteriormente esaltata dalle maggiori dimensioni.
Installazione
Abbiamo provato la nuova trackpad con un MacPro e quindi con un computer originariamente non dotato di questo accessorio e di relativo software.
Questo non ha rappresentato affatto un problema ed è stato sufficiente abbinare la periferica via bluetooth e lanciare aggiornamento software.
Al successivo riavvio (doppio nel nostro caso), nelle preferenze di sistema è apparso il relativo pannello di controllo.
Le gesture previste sono le stesse dei Laptop e, complice un aggiornamento dell’ultima ora, sono persenti un paio di nuove funzionalità, tra le quali lo scorrimento inerziale che gli utenti di iPhone/iPod Touch già ben conoscono.

In uso
Complice la forma, la nuova Trackpad si abbina perfettamente alla tastiera bluetooth di Apple, ma a causa dell’assenza del tastierino numerico, nell’attesa che Apple si ravveda, noi l’abbiamo accostata ad una Logitech di Novo Mac Edition.
Gli autori che vi scrivono utilizzano normalmente un trackball di Logitech ed in alternativa il magic mouse di Apple o un altro mouse sempre di Logitech, ma dobbiamo dire che, probabilmente anche per via dell’esperienza maturata sui portatili di Cupertino, la sostituzione non è stata affatto traumatica neppure inizialmente.
La gesture sono immediatamente riconosciute e già con le impostazioni di default, tutto sembra funzionare a dovere. Un comportamento quindi, almeno nelle nostre valutazioni, sicuramente migliore del Magic Mouse.
Il tracciamento è ottimo, anche quando ci si muove di pochi millimetri, nulla a che fare quindi con la scarsa precisione/sensibilità della trackball di logitech.
Le funzionalità alle quali si ha accesso, sono al pari e spesso superiori (vedi la rotazione) a quelle offerte da dispositivi dotati anche di 8/9 pulsanti ma soprattutto, il problema del peso e del movimento per la mano è completamente eliminato (aspetto da non sottovalutare per chi passa ore ed ore in studio).
Chi utilizza il Mouse per parecchie ore infatti, soprattutto quando si parla di dispositivi wireless e che quindi contengono delle batterie, non potrà non apprezzare questo aspetto.
Nell’utilizzo con la applicazioni più comuni, le funzionalità offerte dalle gesture previste rendono sicuramente più comodo e piacevole l’utilizzo del computer come già sa che utilizza il Magic Mouse o i Laptop di Apple, ma è proprio in campo audio che questa periferica da il meglio di sé.
L’utilizzo dello Zoom infatti, rende la gestione della timeline davvero comoda ma soprattutto, è possibile trasformare il puntatore in una sorta di fader virtuale di utilizzare su mixer e controlli vari.
Questo permette, previa un’adeguata impostazione delle preferenze/l’utilizzo di due mani sulla trackpad, una gestione dell’utomazione senza precedenti.
In quest’ottica, la trackpad di Apple si pone come validissima alternativa ad i vari seistemi di input motorizzati monofader.
Conclusioni
Chi come noi aspettava questo dispositivo da anni, può dire che la sua pazienza è stata premiata.
La trackpad di Apple è sicuramente troppo giovane per trarre una conclusione definitiva e solo un lungo periodo di utilizzo ci aiuterà a capirne pregi e difetti, ma rimane il fatto che le possibilità offerte ci sono sembrate nel complesso le migliori mai viste finora.
Inoltre, vista l’impostazione basata su gesture, sicuramente in futuro vedremo ulteriori funzionalità, magari dedicate in maniera specifica alle DAW che utilizziamo in campo audio.
In definitiva, un dispositivo sicuramente da provare con attenzione, per non dire da comprare a scatola chiusa, come abbiamo fatto noi senza pentirci minimamente.












