L'8 politico
Correva la fine degli anni 60, l'epoca era quella delle rivolte studentesche e della riforma scolastica. Gli studenti di allora, tra una manganellata ed un'altra, erano giunti alla conclusione di potersi autogestire anche per ciò che riguardava il programma di studi, integrandoli con attività non contemplate, ma magari legate ad attitudini personali.
Ovviamente, queste attività finivano per sostituire alcune delle materie considerate anche assolutamente rilevanti ai fini del programma di studi tradizionale, ma in piena rivoluzione, questo aspetto poteva rappresentare solo un valore aggiunto.
In questa situazione, avallata perfino da una parte dei docenti, come pure duramente contrastata da altri versanti, maturò l'originalissima idea del 6 politico. In effetti, in un clima così "autogestionale", era del tutto logico; quale demente si darebbe un'insufficienza da solo?
Mito o realtà, con la nuova linea di MacPro, sembrerebbe proprio che Apple si sia ispirata a quel tumultuoso periodo storico, regalando 8 Core a tutti i MacPro, a prescindere dalla velocità del clock e dal prezzo.
Un 8 politico quindi. Sarà meritato?
In questo Test musimac abbiamo provato il più piccolo dei MacPro 8 Core, con processore a 2.8 Mhz, che come rapporto qualità prezzo, ci pare attualmente il più appetibile della gamma a listino…
Musimac LabTest a cura di Roberto Lanzo e Giuliano Michelini
Qualcosa è cambiato
Ad un primo sguardo, è praticamente impossibile distinguere i nuovi MacPro dalla serie che li ha preceduti.
Stesso chassis, stessi due slot frontali, stesse porte ecc. Anche all'interno tutto sembra essere rimasto identico, finché lo sguardo non cade sulle schede figlie che ospitano la RAM (2 GB in dotazione). Queste infatti, sono stavolta montate in modo "contrapposto" (capovolte una rispetto all'altra) e questo apparentemente insignificante particolare, lascia invece intendere che la scheda madre è stata ridisegnata.
Come vedremo, è proprio così e le migliorie apportate sono parecchie.
l'interno del nuovo Mac Pro e il confronto con il vecchio chassis del PowerMc G5.
Fortunatamente sono rimasti invariati i 4 cassetti che consentono un rapido inserimento/rimozione di altrettanti Hard Disk sATA, come pure il doppio alloggiamento per meccaniche ottiche. Questo è asservito da un BUS Parallel ATA e noi non abbiamo resistito alla tentazione, collegando un 5th HD al posto del masterizzatore aggiuntivo (“il quinto disco del Mac Pro”, la riedizione di un classico di musimac!). Con 5HD dentro lo stesso Computer, 4 dei quali sostituibili in un batter d'occhio (anche se talvolta i cassetti si sono dimostrati un po’ duretti nella fase di estrazione), vogliamo proprio vedere chi ha il coraggio di lamentarsi della capacitò di storage dei MacPro ... ma anche per i più irriducibili, il MacPro ha in riserbo un'ulteriore sorpresa (anzi, 2), della quale parleremo nella sezione "Caratteristiche tecniche".
Nei due esemplari che abbiamo testato, i Superdrive erano differenti (un Pioneer DVR-112D e un Nec Optiarc RW AD-7170A): come già successo in passato per altre macchine, Apple utilizza componenti diverse nelle sue catene di montaggio.
Il MacPro 8 Core, non manca di assegnare un “serio colpo” ai più miscredenti (tra i quali noi) e per la prima volta nella linea professionale di Apple, finalmente, l'interfaccia Bluetooth è di serie (ver 2.0)!!! Era ora.
Complice Leopard, siamo riusciti perfino ad abbinare degli auricolari Bluetooth A2DP/AVRCP, un privilegio fino a ieri riservato ai soli utenti Win. Attenzione però, se si vuole utilizzare sia il microfono che l'auricolare, per esempio per iChat, bisogna tornare al profilo più tradizionale a bassa qualità.
Tra l'altro, anche utilizzando l'A2DP, la qualità è piuttosto scadente, il suono chiuso, la distorsione alta ed il segnale è affetto da parecchio rumore di fondo. É comunque un passo avanti, anche se un qualsiasi cellulare NOKIA fa di meglio.
il drive ottico estraibile del Mac Pro
Il MacPro 8Core è dotato della nuova e sottilissima tastiera Apple. Il feeling al tatto e assai diverso dal vecchio modello, ma l'oggetto è talmente bello che ci si abitua in fretta e volentieri. Inoltre, l'HUB a due porte integrato, è finalmente in standard USB 2. La nuova tastiera include i tasti funzione pre-assegnati (widget, exposé, ecc.) che possono comunque essere riconfigurati dal finder.
Come al solito, abbiamo lasciato il mouse di Apple nell'imballo ...
Nel complesso, la macchina è costruita in maniera egregia, nessun particolare è lasciato al caso e non mancano alcune finezze, come l'originale sistema utilizzato per bloccare in sede le schede PCI, a fianco del già ottimo sistema che blocca la copertura per impedire l’accesso fisico ai dischi
Caratteristiche tecniche.
I Mac Pro presentati a gennaio 2008 rappresentano per Apple la terza revisione di queste macchine rispetto al progetto originale (la developer note recita la dicitura 3.1). Il Mac Pro è stato il primo desktop nella storia di cupertino a montare la nuova architettura Intel.
Inizialmente i mac pro erano dotati di processori dual core, che permettevano di avere un totale di 4 nuclei, cosa che eguagliava il predecessore, PowerMac G5Quad, la nostra macchina di riferimento nelle prove degli ultimi due anni.
Successivamente Apple introdusse prima un modello di punta a 8-cores e quindi la revisione attuale dove sono presenti due processori quad-core su tutta la linea.
La revisione attuale del non è tanto estetica (esternamente il progetto non è cambiato e riprende il collaudatissimo ed apprezzato design del G5) quanto di “sostanza interna” anche rispetto al modello ad 8 nuclei precedente. Vediamone le caratteristiche tecniche principali.
Cambiano innanzitutto i processori, ora Apple utilizza i Quad-Core Intel® Xeon serie 5400 denominati “Harpertown”. La differenza sta nell’architettura a 45nm, nella cache incrementata da 8MB a 12MB, nel nuovo supporto nativo a 64-bit e nelle istruzioni vettoriali SSE4.
Si tratta di processori dalla maggiore efficienza, minor consumo, dalla cache molto più prestante e ben organizzata e ovviamente caratterizzati da una velocità globale aumentata su tutti i fronti, come ad esempio il Bus.
Una novità che ci potrebbe riguardare da vicino è l’implementazione in queste CPU della tecnologia “Intel Advanced Digital Media Boost”, il nome commerciale di Intel per la tecnologia SIMD. In pratica si tratta di un'architettura in cui più unità elaborano dati diversi in parallelo. Le CPU dotate di SIMD caricano un intero blocco di dati che vengono processati interamente ed in parallelo, anzichè uno alla volta. Poichè i processori moderni accedono alla Ram attraverso la cache a blocchi, questa caratteristica si potrebbe rivelare cruciale in molti compiti del sistema operativo e delle applicazioni.
Le istruzioni SIMD sono intimamente legate al sistema SSE4 che di fatto ne rappresenta un set completo. Sono presenti ben 54 nuove istruzioni che coinvolgono tutti gli ambiti in cui il calcolo in virgola mobile è fondamentale. Videogiochi certamente, ma anche e soprattutto (per quanto ci riguarda) i calcoli DSP.
Sul versante 64-bit le cose sembrano (almeno sulla carta) altrettanto rosee: sono presenti gli indirizzi a 64-bit virtuali, che incrementano in modo enorme la quantità di dati memoria che possono essere caricati, registri estesi che operano con interi maggiori di 32-bit, e otto registri SIMD. Tutto questo fa parte della tecnologia EM64T di Intel sui quad-core Xeon.
Gli slot dei dischi
L’architettura presenta sempre due controller sulla scheda madre: un “north bridge” e un “south bridge”. Il primo collega processori, ram e slot PCIe, mentre il secondo si occupa dei diversi controller che collegano le periferiche: bus ATA e sATA, USB, FireWire, Ethernet, audio, Bluetooth e AirPort.
La novità in questi frontside è la velocità, che in questo modello raggiunge una velocità di ben 1600MHz, con evidente accelerazione nel transito dei dati da e verso i processori e la ram. Il frontside bus (doppio, uno per processore) ha un’apertura di 64-bit e similmente l’adressing verso ogni processore anch’esso a 64-bit. Particolare importante nel north bridge è la presenza di un particolare filtro “snoop” da 24MB (per processore) che funziona come una specie di “serbatoio” di riserva per la cache: qui risiedono i dati che con maggior frequenza vanno nella cache e che possono essere processati a blocchi o blocchi in parallelo!
Anche la memoria incrementa le prestazioni, passando su un nuovo bus a 800MHz (PC2-6400). I banchi standard da 2GB sono collegati con il north bridge con due canali a 128-bit per un totale di 256-bit di processing. La scheda figlia supporta singoli banchi da 4GB quindi con un totale massimo di 32GB. Come vedremo il costo di questa ram è fortunatamente sceso ed oggi è possibile lavorare tranquillamente con 8GB senza spendere una fortuna e migliorando tutte le prestazioni della macchina.
le schede RAM FB-Dimm
Gli slot PCIe sono quattro, di cui i primi due a 4-lane, a 2.5GHz e gli altri due a 16-lane, 5GHz. Uno di questi slot è occupato dalla scheda video. Quest'ultima (ATI Radeon HD 2600) a differenza di quanto veniva presupposto nei vari forum si è dimostrata eccellente nei nostri bench sia con 2GB di ram che nei test a 8GB e non ci fa rimpiangere certo schede più blasonate o la costosissima Quadro di NVidia.
Rinnovati anche gli i bus SerialATA per il collegamento dei quattro dischi rigidi interni che ora sono nello standard 3GB/s, con una migliore gestione del risparmio energia. Il nuovo chip controller per i dischi sATA è un AHCI1.1 prodotto da Intel.
In realtà apprendiamo dalle note tecniche di Apple che i connettori sATA presentano anche due “fratellini” in più rispetto ai 4 dischi di storage: sono presenti infatti sulla scheda madre due connettori sATA standard, su due canali indipendenti rispetto ai bus dei dischi. Questi possono essere utilizzati per collegare periferiche SATA interne come ad esempio un masterizzatore blu-ray LG o Pioneer compatibili con Toast e il Mac Pro, oppure portanto i connettori sATA verso l'esterno con un adattatore nelle porte PCIe, per il collegamento di dischi esterni, avviabili su porta sATA. Una gradita sorpresa che sembra fatta proprio con il nuovo tipo di disco ottico in mente...
Cambiamenti anche sulle porte di espansione: il controller USB collegato al south bridge include ora 5 canali indipendenti a 480Mbit ciascuno. Con le prestazioni di USB migliorate sotto Leopard questa è una buona notizia, anche per chi fa audio.
La firewire, finalmente, passa nel south bridge tramite un contoller PCIe, che lavora a 800MHz, con incrementi significativi nel transfer rate in modo particolare sul connettore FW800 (nei modelli precedenti era ancora relegata ad un vetusto bus PCI a 33MHz).
Il nuovo MacPro include un nuovo sistema di protezione indipendente delle porte: in caso di sovra alimentazione, sotto alimentazione o cortocircuito su una porta tutte le altre vengono automaticamente protette da qualunque danno tramite esclusione di circuito. In modalità sleep, il MAc Pro fornisce 25W di potenza sulle porte USB e FireWire.
Come va
Prima di parlare delle reali prestazioni di questa macchina, ci pare necessaria un'introduzione per spiegare come e perché abbiamo condotto questi Test.
Per provare sul campo il nuovo Mac Pro, abbiamo deciso di condurre il test in 2 diverse modalità. Questo perché anche se da una parte è vero che l'architettura Multicore offe dei vantaggi tangibili in termini di prestazioni complessive, altrettanto tangibile è il fatto che molte applicazioni non sono in grado di sfruttarla appieno.
Apparentemente Logic 8 non sarebbe tra queste, essendo il suo motore in grado di attingere a tutti ed 8 i Core disponibili, ma nella realtà anche la DAW di Apple quando opera su di un singolo Threading, non è in grado di sfruttare più di un unico core.
Ciò vuol dire che durante determinate operazioni, come il Bounce Offline, il Freeze, l'Audio Editing o il Play di un singolo V.I., la potenza di queste macchine viene ridotta ad un ottavo.
L'utente finale potrebbe pensare che tutto sommato, visto che le DAW lavorano la maggior parte del tempo in modalità multi-threading, compiendo più attività contemporaneamente (diversi plugins, V.I. ecc), il problema si riduce all'allungamento dei tempi di attesa durante il Bounce Offline e similia.
Purtroppo non è così, visto che il clipping di un unico core è sufficiente a mandare in crisi tutto il sistema e quindi, come dimostreremo, esistono situazioni limite nelle quali un utilizzo anche solo di un un ottavo delle risorse disponibili, è sufficiente a mettere alle corde un un biprocessore con 4 Core per CPU.
L'eventualità che una simile situazione si verifichi, diventa più probabile con l'innalzamento delle frequenza di campionamento, visto che ad ogni incremento di questa, corrisponde una crescita proporzionale della richiesta di risorse. Per esempio, la stessa parte suonata con un V.I. all'interno di un progetto impostato a 48 Khz, richiederà il doppio della CPU se si imposta il progetto a 96 Khz.
Inoltre c'è da considerare che un dato quantitativo di richiesta di risorse, è tanto più gestibile quanto sono piccoli i thread che lo compongono. Questo significa che lavorando a 96KHz il rischio di un’overload si incrementa in modo più che proporzionale, rispetto allo stesso progetto a 48KHz (in pratica… è più facile gestire 10 mattoni da un Kg, che 5 da 2 Kg, anche se la somma totale fa sempre 10 Kg). Il punto cruciale sta nel numero totale dei processi coinvolti e nel loro "singolo peso".
In questo scenario sarebbe interessante sapere quando Mac OS X sarà in grado di sfruttare la tecnologia SIMD che abbiamo esposto sopra, superando quindi il limite attuale nello sfruttamente di più processori deutante l'esecusione di singolo Thread.
Quindi, cercheremo di scoprire non solo come si comporta il Mac Pro alle prese con la nostra tradizionale "Test Song", ma anche quanto sono efficienti i singoli Core se utilizzati separatamente, aspetto sul quale dovrebbe influire tutta la nuova architettura (BUS, Memoria, Cache ecc.) e non solo il numero di unità di calcolo.
A questo scopo abbiamo preparato:
- * Una song composta da un'unica traccia instrument contenente una parte per Sculpture, il Synth a modelli fisici di Apple, notoriamente assai avido di risorse, da riprodurre a diverse frequenze di campionamento, e quindi valutare impegno per singolo Core.
- * Una Song pensata per il Bounce Offline, anche questa mirata ad evidenziare i muscoli dei singolo Core.
- * Una song contenente poche tracce Instruments estremamente pesanti, per valutare i reali vantaggi dell'architettura multicore in situazioni limite, testata a diverse S/R.
- * La nostra classica Test Song, che rappresenta una situazione di utilizzo più standard.
Come termine di paragone per valutare le capacità del nuovo MacPro, abbiamo utilizzato un G5 Quad, macchina che a suo tempo se l'era cavata tutt'altro che male nel confronto con i primi MacPro:
e che almeno per la velocità di Clock, non è molto distante dal modello in prova (solo 12%) e che tutt'oggi è una macchina validissima.
test 1: traccia singola "pesante" di Sculpture e sua incidenza sul singolo Core
test2: bounce di diverse tracce audio, plugins e V-Inst
Come è possibile vedere dei primi due Grafici, che rappresentano l'accresciuto incremento di potenza dei nuovi Core e della architettura hardware correlata, il miglioramento in termini di prestazioni si aggira attorno al 35% (senza considerare il raddoppio delle unità di calcolo). Il MacPro esegue il Bouce Offline in 2/3 circa del tempo impiegato dal G5 Quad, a testimonianza delle maggiore efficienza della nuova architettura anche a prescindere dal maggior numero di core utilizzati.
É un ottimo risultato, anche in considerazione dell'esigua differenza di Clock.
test 3&4: poche tracce V.I. molto pesanti da riprodurre e testate a diverse s/r in progetti identici.
Dal grafico 3, è possibile verificare quanto sia influente l'architettura Multicore nei casi in cui i singoli thread espletati dall'applicazione sono così pesanti da occupare la quasi totalità dei Core, fino ad arrivare alla situazione limite del grafico 4, nel quale il G5 non può riprodurre neppure una traccia, anche se questa non eccede la potenza complessiva del Computer, ma solo quella di uno dei Core.
Al contrario, lo stesso Thread non satura il MacPro (35% di vantaggio da grafici 1 & 2), che ha questo punto è in grado di riprodurre quasi una traccia per Core.
L’ultimo grafico rappresenta una situazione più comune, ed anche qui il MacIntel la fa da padrone.
Cercando il pelo nell’uovo però, non possiamo non rilevare che la differenza tra le due macchine non è così accentuata come le specifiche lascerebbero intendere ed un raddoppio delle unità di calcolo (8 cores contro 4) unito ad una efficienza dei singoli core migliorata del 35%, dovrebbe produrre un risultato perfino più eclatante…
Malgrado i brillantissimi risultati quindi, siamo convinti che ancora qualcosa non sia perfettamente a punto nella gestione della nuova architettura ed alcune pesanti discrepanze che abbiamo rilevato tra l’indicatore CPU di Logic e gli altri Tool di misura utilizzati in questa prova, non fanno che confermare questo nostro sospetto.
Poco male comunque, tutti gli elementi utilizzati in questo trittico (Logic 8, Leopard ed il Mac Pro 8 Core) sono davvero giovani ed è quindi molto probabile che questa macchina non sia ancora sfruttata appieno nella sua totale potenza hardware.
Conclusioni
Nessuno di noi si aspettava un masterizzatore Blue Ray nel MacPro, soprattutto nelle sua versione base e detto ciò, sinceramente non riusciamo a pensare a cos'altro avremmo potuto chiedere ad Apple per l'hardware di questo Desktop. La costruzione è eccellente, le caratteristiche tecniche lo sono altrettanto, sono presenti connessioni di ogni tipo ed in sovreabbondanza, le prestazioni sono allo stato dell'arte, l'aspetto esteriore è superbo (anche la silenziosità è migliorata).
La tecnologia impiegata per processori e bus è delle migliori e per la prima volta possiamo ben affermare che ogni parte di questo Mac Pro è orientata al futuro (non sempre in passato è stato così).
Tutto quello che possiamo aggiungere è di non mortificare questa macchina coni soli 2 GB di RAM che sono in dotazione (a tal proposito, vi rimandiamo al nostro precedente articolo sul primo 8-core, dove si parla delle prestazioni ram) e di dare un'occhiata alle schede video superiori nel caso se ne dovesse fare un uso intensivo in settori lontani dal mondo dell'audio (3D, videogames ecc.).
Pur dovendo riconoscere che attualmente il software (OS X e applicativi) è l'anello debole della catena e che forse non è ancora possibile mettere completamente a frutto queste macchine, lo stacco non solo con l'ultima serie di G5, ma anche con con i MacPro 4 Core che li hanno preceduti, è tangibile e probabilmente destinato ad aumentare con il tempo.
Attendiamo dunque dei software che siano realmente in grado di "spremere" questi otto cuori e allora questo mac sarà ancor più strepitoso di quanto non lo sia oggi.

















