a cura di L. Tempesti e G. Michelini
C'era una volta CubaseVST, poi SX, ora di nuovo Cubase…
Cubase SX fu la prima versione di Steinberg ad essere portata su OS X. L’eredità era quella di VST5, una pietra miliare di “quei tempi” che la prima versione di SX sicuramente non onorò. Molte mancanze e sin da subito un porting che non era realmente perfetto, con diversi punti che ne rendevano difficoltoso l’uso e ne precludevano le porte del mondo professionale.
Poi SX nel tempo è maturato attraverso due versioni, che hanno introdotto gradualmente stabilità e comodità nel lavoro di montaggio, nel mixing, nei loops. SX3 è una versione usabile e ragionevolmente stabile anche per compiti impegnativi, anche se come abbiamo puntualmente rilevato in queste pagine, l’ottimizzazione per OS X non è mai stata un fiore all’occhiello di questi ultimi anni, specie sul fronte grafico.

Ora la versione SX è già tramontata: la nuova versione si chiama semplicemente Cubase4, un legame dunque col passato. Anche la versione SL scompare per lasciare posto alla versione studio.
Cubase 4 è la prima versione Steinberg completamente Universal Binary che giunge mesi dopo l’uscita di logic pro; molti utenti hanno nei confronti di questa nuova versione molte aspettative, soprattutto perchè molte promesse di ottimizzazione sono state spese.
Vediamo in questo articolo cosa aspettarci dalla nuova versione, come va con i mac intel e quali sono le sorprese che Steinberg ci ha riservato con questo major update.
L’installazione di Cubase avviene nel solito abituale metodo: un DVD di installazione che contiene le versioni Win e Mac, qualche piccolo extra e il software syncrosoft per l’aggiornamento della licenza. Il download della licenza è velocissimo ed aggiorna correttamente la chiavetta usb, permettendo tranquillamente l’esecuzione (su un PPC) anche di Cubase SX 3 e 2.
Il primo avvio di Cubase 4 è decisamente lungo anche senza plugin “importanti”…in effetti sul nostro MacBook Pro è installato solo Absynth come modulo aggiuntivo. Rilanciamo: l’avvio è notevolmente velocizzato e in meno di 30 secondi ci ritroviamo con l’arrange bello pronto.
Ad un primo sguardo l’interfaccia non è cambiata se non in piccoli particolari, le cose nuove sono in profondità. Una rapida sbirciatina alle finestre principali per controllare eventuali “macro-novità” ma tutto sembra al proprio posto…vediamo dunque cosa troviamo sotto il cofano della versione 4.
Soundframe
Avviando Cubase 4 ci si può accorgere di aver avviato la nuova versione dalla grafica, ora più simile a quella del fratello maggiore Nuendo 3. Peccato che il tutto sia un po’ scuretto e di difficile lettura nelle tracce non selezionate. Tra cose che saltano subito all’occhio, la più significativa è probabilmente la presenza del menù Media, che ha assorbito la precedente voce “Pool” ma non solo… ci sono infatti tre funzioni fresche fresche all’interno del menù: Open Mediabay, Open Loop Browser e Open SoundFrame Browser. L’architettura SoundFrame è, infatti, uno dei punti di forza del nuovo Cubase: si tratta sostanzialmente di un sistema di gestione e classificazione dei preset, che ha lo scopo di rendere più semplice la ricerca di tutti gli elementi che potrebbero adattarsi alla sonorità del proprio brano.

Quante volte vi è capitato di ricordarvi un bellissimo suono di pad il cui nome conteneva la parola “dungeon”, ma di non sapere se fosse un preset di un VST Instrument (e quale VST Instrument?) o un campione che si trova in chissà quale cartella del vostro hard disk? Oppure di voler trovare un timbro di basso adatto al carattere acustico del vostro brano? Grazie in particolare alla Mediabay, è facile organizzare e cercare files e preset senza bisogno di ricordare cartelle, VST Instrument e neppure i nomi: Mediabay è una sorta di Spotlight specializzato per la musica e perfettamente integrato in Cubase. Va alla ricerca, nel vostro hard disk, all’interno delle librerie dei VST Instruments e dei plugins, di tutto ciò che contiene una parola chiave, o soddisfa altri criteri a vostra scelta. Ma non solo: Mediabay vi permette di “agganciare” ai files, ai preset, eccetera, una serie di “tags” che rendano le ricerche ancora più agevoli. Potete ad esempio specificare, per tutti i vostri loop e campioni, un tag che ne specifichi la tipologia di strumento musicale (es. batteria, chitarra, basso, …), un altro per lo stile (pop, rock, techno, …), un altro ancora per il “carattere” del suo contenuto (soft, acustico, ecc.), oltre ad una descrizione, ai BPM, e molto altro ancora. Una volta inidividuato un risultato interessante tra quelli proposti, potrete ascoltarlo (nel caso di file audio) o addirittura suonare “al volo” il preset dalla vostra tastiera: Cubase si occuperà di caricare il VST instrument e il timbro per permettervi di sperimentare la sua sonorità! Gli strumenti e i plug-in che rispondono al nuovo standard VST 3 hanno già i banchi predisposti per l’architettura Soundframe: per quanto riguarda i preset dei vecchi VST Instrument, affinché Cubase possa includerli nelle ricerche sarà necessaria una semplice e veloce operazione di conversione.
E non è finita: con le vostre ricerche nella Mediabay potrete trovare anche dei “track presets”. Si tratta di una serie di settaggi (effetti, filtri, ecc.) applicabili alle vostre tracce audio, MIDI o strumento. Ad esempio, per rendere aggressivo il vostro suono di basso elettrico, selezionate il preset “grunch bass”: Cubase inserirà un compressore, un amp simulator, un chorus, un limiter e alcuni filtri, già tarati per darvi il sound che cercate. Ovviamente, potrete creare anche i vostri track preset, comprendenti setup preconfezionati con i vostri plug-in preferiti e utilizzarli quando meglio vi pare durante il vostro lavoro di produzione.
Control room
Eccoci giunti alla seconda novità estremamente innovativa di Cubase 4, seppur ereditata dalla versione 3.2 di Nuendo. Oggigiorno, grazie alla potenza delle DAW e alle possibilità di mixaggio stand-alone delle interfacce audio, molti project studio nascono privi di quello che un tempo era il centro di tutta l’attività: il mixer. Se oramai è ovvio, nella maggior parte delle produzioni, mixare all’interno del computer, l’assenza del mixer procura non poche limitazioni nella gestione dei segnali ogni qual volta serve fare una ripresa microfonica: per consentire al musicista di ascoltare la base in cuffia e mantenere la possibilità di monitorare quanto registrato, si è costretti a predisporre le forme più intricate di collegamento e alle configurazioni più complicate all’interno del programma; per non parlare di quando i musicisti sono più di uno e hanno bisogno di regolazioni e mixaggi differenziati.
La nuova funzionalità di Cubase prevede la possibilità di gestire fino a quattro “studio mixes” per i musicisti impegnati nella registrazione, su ciascuno dei quali è possibile attivare il talkback e il metronomo e, naturalmente, livelli personalizzati per ciascun canale del mixer. La sezione di monitoring comprende la possibilità di un bus per le cuffie e uno per i monitor, questi ultimi con possibilità di switch tra quattro coppie – ciascuna abbinata a una coppia di uscite dell’interfaccia. Infine, sono configurabili anche 6 sorgenti esterne per l’ascolto diretto (es. lettori CD / DAT / ecc.).
Il mixer
La sezione importantissima del mixer è stata decisamente ripulita e ora troviamo una nuova funzione show/hide che permette di attivare per ogni canale le diverse visualizzazioni. Peccato che ancora non si possa vedere contemporaneamente inserts e send contemporaneamente. In ogni caso questa mancanza è ampiamente ricompensata dalla migliore scelta ergonomica che Steinberg poteva fare: il drag&drop tra gli oggetti mixer, compresa la copia tramite alt-trascina! Ora finalmente è possibile trascinare plugin ed impostazioni da un canale all’altro. Fantastico.
Compaiono finalmente anche i channel strip settings, una piccola “copiatura” da Logic Pro che anche qui risulta comodissima, applicabile direttamente dall'arrange e funzionante sempre tramite il sistema di sound frame. Peccato solo per lo scrolling in orizzontale che sul nostro MacBook Pro non funziona per niente con il trackpad.

Nuovi VST instrument ed effetti
Con la release 4 la Steinberg non si è lasciata perdere l’occasione per ovviare ad uno dei suoi punti più dolenti rispetto alla concorrenza… in particolare quella di Logic: la propria dotazione di strumenti virtuali ed effetti, che fino ad oggi era un po’ risicata, finalmente diventa dignitosa.
HalionOne è un ROMpler davvero d’eccezione: oltre al fatto che offre da solo oltre 600 preset, degno di nota è che questi sono tratti dalla libreria del Yamaha Motif, grazie alla recente acquisizione di Steinberg da parte del gigante giapponese. Altri tre nuovi synth arrivano nella scatola di Cubase: Prologue, un bel synth in sottrattiva basato su tre oscillatori dotati di un buon numero di forme d’onda; Mystic, un derivato dalla sintesi a modelli fisici che incorpora tre filtri a pettine (comb); Spector, come dice il nome basato su un filtro spettrale di tipo FFT. Se HalionOne e Prologue servono a scopi e stili più classici, Mystic e Spector hanno con se un grosso potenziale creativo e sperimentale, grazie anche all’interfaccia di editing piuttosto intuitiva. Tutti i synth hanno anche una ricca sezione interna di effetti.
I plug-in effetti sono stati riscritti praticamente in toto: grandi news per la sezione dinamica, che comprende due compressori di cui uno “vintage”, un gate, un expander, un envelope shaper, un limiter, un compressore multibanda e un maximizer – finalmente, anche se sarà da perfezionare… Quattro sono i delay, tra cui uno splendido “Modmachine” per applicare effetti in pieno stile “nastro analogico”. Alla voce “Distortion” troviamo un “Softclipper” ma soprattutto un “Amp simulator” che non è niente male, a parte la cripticità di alcune opzioni (l’idea di numerare i cabinet anziché affidargli una descrizione non rende molto facile la scelta). Benvenuti sono anche gli equalizzatori grafici, lo stereo enhancer, l’octaver, il wah-wah, il tremolo, il vibrato e il cloner. Fantastico, infine, il nuovo rotary!!

Gli strumenti spector e mystic.
In questo panorama fiorente due piccole note stonate: la mancanza del porting di alcuni plugin e VST instrument: Embracer, A1 e VB1, molte volte utili non sono disponibili se non nel formato PPC e comunque non vengono installati per MacIntel; i plugin “vecchi” di cubase, quelli storici sono presenti nel DVD ma anche qui, solo PPC. Infine forse la più grave delle mancanze…un modulo di riverberazione adeguato: l’unico riverbero presente è il Roomworks che viene posizionato tra i “vecchi plugin VST”. Inutile dire che per un uso serio è necessario utilizzare un modulo di terze parti realmente utilizzabile come Altiverb oppure il PSP. Peccato…
In ogni caso dalla nuova dotazione si capisce bene come Steinberg abbia “appreso” la lezione impartita da Logic Pro che presenta un set completo di strumenti professionali: ora anche Cubase è decisamente usabile, fin da subito, almeno nei moduli di base con degli strumenti realmente pro.
Cubase 4 è Universal Binary! L’avevamo già detto, ma questa senz’altro è la novità che più interessa noi utenti Mac: per gli utenti Cubase la migrazione ai processori Intel non era ancora possibile, mentre con questa nuova release anch’essi possono apprezzare l’efficienza delle nuove macchine.
Oltre alle novità più rilevanti, mamma Steinberg ci regala anche qualche altra miglioria meno evidente, ma molto utile:
- finalmente anche agli utenti di Cubase è concesso cambiare l’ordine dei plug-in in insert senza doverli per forza ricaricare! La funzione, richiesta da molto tempo, si attiva con un semplice drag-and-drop;
- esiste un nuovo tipo di tracce, le tracce “strumento” (instrument track): unificano la traccia MIDI e l’uscita audio e le automazioni di un VST Instrument e dunque semplificano e velocizzano parecchio il lavoro, ma funzionano solo per strumenti monotimbrici;
- nel caso di VST Instruments politimbrici (esempio tipico i campionatori), bisognerà ricorrere al vecchio metodo del pannello VST Instruments: perlomeno i programmatori hanno inserito una funzione che chiede all’utente se desidera che venga creata in automatico una traccia MIDI collegata allo strumento;
- i filtri sono stati ridisegnati sia dal punto di vista audio che da quello grafico, Alleluya!
- il manuale operativo viene fornito completamente stampato su carta e – udite udite – da subito completamente in Italiano!
- ritorna il “trim tool”, il coltellino svizzero presente in Cubase VST che consente, nel key editor, di accorciare in un sol colpo una serie di note sovrapposte;
- lo score editor è stato rinnovato profondamente: nuovi font, nuovo sistema di gestione delle palette, adesso è ancora più semplice realizzare partiture delle proprie composizioni;
- sia l’inspector che la finestra channel settings sono ora altamente personalizzabili.
- L’introduzione dello standard VST3: questo permette virtualmente ad ogni modulo di agire esattamente come core audio, ovvero con n stream dal mono a un uscita completamente surround

Cubase 4 è Universal Binary, ma molti dei vecchi plug-in tra cui alcuni ancora forniti in bundle, come già detto sopra, non lo sono! Un particolare rimpianto va a Embracer e Monologue, i più recenti dei VST Instruments forniti con Cubase (esistono dalla versione 2.2), a parte le new entry della versione 4: perché non mantenere almeno quelli? Tra i grandi assenti della sezione effetti: DeEsser, Tonic e UV22HR. Ci auguriamo che si tratti solo di un ritardo e che Steinberg li reintegri con il prossimo update!
Il discorso del dither, poi, è importante poichè anche nella finestra di mixdown audio non viene indicato in aclun modo come venga calcolata la riduzione dei bit da 24 o 32fp-bit quando si esporti per un classico formato da CD…c'è un dither? Quale algoritmo viene utilizzato? Ricordiamo che Logic Pro utilizza il rinomato Pow-r. UV22 era un plugin ottimale in tal senso…
Sempre parlando di plug-in, con Cubase 4 è arrivato il nuovo protocollo VST 3: splendido, ma questo causa alcuni problemi ai vecchi plug-in di altre case produttrici: Altiverb e i plug-in della Waves, ad esempio, non funzionano ancora; molti altri, per fortuna, sì. Quest’anomalia va ad intrecciarsi con il problema generale del porting al formato Universal Binary, tra cui spiccano la maggior parte delle release della stessa Steinberg: Groove Agent, Halion, ecc. Al momento attuale sembra per fortuna che almeno con Rosetta si riesca a far funzionare quasi tutto il parco plug-in.
Non mancano, come sempre, anche i bug veri e propri: la Steinberg però è corsa presto ai ripari predisponendo una patch disponibile fin dal primo giorno in cui Cubase 4 è arrivato sugli scaffali e fornendo un PDF contenente alcune “issues” e le loro “solutions”. La raccomandazione è di scaricare e di installare l’aggiornamento, nonché di installare anche la più recente release del software Syncrosoft per la gestione della Steinberg key, la protezione USB anti-copia. Molti dichiarano di ottenere glitches in fase di esportazione: se vi capita questa sfortuna usate la funzione “Realtime export”, solitamente dà meno problemi. Noi a dire il vero abbiamo ottenuto sempre export buoni anche offline.
Le novità, come sempre, spaesano un po’ i vecchi utenti: attenzione ad alcune caratteristiche dell’interfaccia che possono fare da “boomerang”:
- non tutti i pannelli dell’inspector sono visibili di default, come del resto alcune delle sezioni della finestra channel settings: se vi manca qualcosa, provate a premere il tasto destro e riuscirete certamente a ripristinarla!
- per fare comparire le corsie per le automazioni non c’è il piccolo più (+) nell’angolino dell’intestazione della traccia: al suo posto c’è una freccia verso il basso, che compare però solo quando ci si mette nella posizione giusta con il mouse – per le tracce cartella, invece, l’apertura e la chiusura si comandano cliccando proprio sul disegno della cartellina;
- nel mixer non c’è più lo schemino riassuntivo dell’espansione su tre livelli: peccato, era comodo!
- sono cambiati i disegni relativi ai tipi di traccia: ciò può creare qualche confusione soprattutto nei tasti per nascondere alcune tipologie di canali nel mixer.
Un problema che affligge Cubase da anni è la traduzione italiana! Oltre a mantenuti “grandi classici” come “Registra metronomo” o “Aggiungi Audio tracce” arrivano comandi non tradotti come “Open Mediabay” che portano a una sezione ibrida in cui a ciascun “attribute” dobbiamo associare un “valore”. Ma insomma, Cubase serve per fare musica e non Italiano.
Nell’ampliamento della dotazione di effetti VST, molto c’è di nuovo, ma ribadiamo ancora una volta la mancanza di un riverbero a convoluzione, differenza di cui Logic può continuare a farsi vanto. Anzi, il nuovo Roomworks SE è meno personalizzabile del precedente fornito con Cubase SX 3: che sia il segnale del prossimo arrivo di un Roomworks a pagamento e magari proprio a convoluzione?
Abbiamo utilizzato la nostra song di test, composta da un Loop audio, più una linea di sette virtual instruments diversi che compongono il basso, gli accordi e le linee melodiche. La prova viene condotta con il loop attivo e con l’aggiunta progressiva di plugins audio in realtime.
La versione provata su MacBook Pro 2.0GHz, 2GB di Ram, Mac OS X 10.4.8 ha permesso di aprire 30 plugin in realtime e 7 virtual instruments, ovviamente scelti tra quelli di dotazione con Cubase. I plugin audio utilizzati sono stati il compressore multibanda, lo studio chorus, il roomworks e l'amp simulator assieme a qualche delay.
Oltre questa soglia si ha il clipping e il dropout dell’audio, sia con 256 che con 512 samples di buffer, utilizzando ovviamente la scheda audio integrata con settaggi a 48k/24 bit.
Possiamo dunque dire che le prestazioni, rispetto a prima, sono ben incremementate anche perchè durante il play, sebbene al limite di carico CPU Cubase si è sempre dimostrato reattivo e veloce nei diversi comandi (uso del mixer, apertura di uno o più v-inst, zooming, ecc.).
L’uso del doppio core è ben ripartito e ci pare ben sfruttato in fase di play così come in fase di esportazione: la versione offline è bella veloce e fluida ed ha evidenziato un sostanziale sfruttamento al massimo delle due CPU dell’intel Core Duo. Su questo aspetto comunque ci riserviamo ancora di eseguire qualche test supplementare. La grafica e la risposta dell’interfaccia utente è decisamente migliorata e sufficientemente fluida anche durante il play. Ciò non toglie che -in ogni caso- la grafica di Cubase è ancora pesantina sull’interfaccia Aqua di OS X e, come abbiamo evidenziato in passato, conviene tenere le finestre ridotte al minimo per migliorare le prestazioni senza incorrere in rallentamenti (la scheda video del nostro MacBook Pro ha 256MB di VRam!). Sembrano comunque risolte definitivamente alcune problematiche legate al ridisegno di alcune finestre e nel mixer, dove alcune parti si aggiornavano graficamente con lentezza in SX3.
Non possiamo fare un confronto diretto con Logic, per evidente diversità di piani…ci limiteremo a dire come l’ottimizzazione può portare a risultati “live” totalmente differenti, se non altro come numero di plugin in tempo reale che su logic sono all’incirca il doppio di cubase4.
Per quanto riguarda il suono della DAW, non ci possiamo sbilanciare se non empiricamente dicendo che sostanzialmente il nuovo Cubase suona bene come il suo precedente, che ha ereditato il motore audio direttamente da Nuendo. I suoni e i preset inclusi con il campionatore e con i synth sono davvero molto belli e convincenti: è una gran cosa, perchè grazie al sound frame si è subito operativi e “creativamente” pronti con degli ottimi punti di partenza e timbri mai banali.

Cubase 4 misurato dallo stop al play con 30 plugin e 7 V-instruments
Tutto sommato la versione provata si è comportata sempre bene e non ha mai dato problemi di rallentamenti o peggio di chiusure inaspettate. I progetti demo presenti sul DVD di cubase si eseguono senza problemi e anche la registrazione test con 10 canali live a 24 bit che abbiamo effettuato è andata a buon fine senza nessun intoppo.
Vale la pena di fare questo upgrade? Beh, se usate un Macintel o siete in procinto di cambiamenti la scelta è obbligata! Ma anche su PPC (abbiamo provato su un PowerMac G5 2.3GHz) le cose sono state fatte bene e cubase gira ottimamente e l'impressione che se ne ricava è quella di una ottima applicazione PPC…veri miracoli dell'universal binary.
Alcune funzioni, come il media bay e il sound frame potrebbero cambiare radicalmente il vostro modo di lavorare, così come le migliorie apportate al mixer ed ai channel strip.
Se siete nel bel mezzo di una produzione, attendete però…forse non è ancora il caso di passare radicalmente alla 4, poichè i progetti vengono aggiornati e non c'è modo di tornare indietro. In ogni caso le due versioni possono coesistere tranquillamente nello stesso OS X, senza problemi (ovviamente spostate o rinominate SX3…); la versione 4 è ancora giovane e molto feedback deve essere ancora scritto. L’impressione finale è comunque che Steinberg abbia fatto un buon lavoro, anche se la tanto sospirata ottimizzazione per Mac e per Macintel non è poi tutto questo fulmine che ci si aspettava. In ogni caso i soldi dell’upgrade giustificano in pieno la nuova versione, i nuovi strumenti e le altre novità.
Controindicazioni vere e proprie per Cubase4 non ci sono, quindi se potete, l’aggiornamento è sicuramente consigliato da noi e consigliabile in genere. Controllate però frequentemente l’esistenza di patch ed aggiornamenti dal sito steinberg.
L’aggiornamento è disponibile per tutti gli utenti di SX 2 e SX 3, oltre che come versione retail.
Per ogni altro dubbio o curiosità vi consigliamo di rivolgervi a MIDIWARE, storico distributore Steinberg per l’Italia, sempre molto disponibile ed estremamente professionale con tutti i suoi utenti.













